CONTATTACI: (+39) 035.271877

Novità nell'ambito dei reati presupposto

/ Il nuovo reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro

Data: 23-12-2016

Il Parlamento ha approvato in data 29 ottobre 2016 la Legge n. 199 “Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo”. La legge è in vigore dal 4 novembre 2016. Il testo della nuova Legge riformula il reato ex art. 603-bis c.p. “Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro” prevedendo che l’azione criminosa possa essere commessa sia dagli intermediari (i caporali veri e propri) che operano il reclutamento, sia dai datori di lavoro i quali impiegano la manodopera “sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno”. L’introduzione di questa nuova fattispecie rileva anche al fine della responsabilità amministrativa degli enti ex D.Lgs. n.231/2001, poiché l’art. 603-bis, c.p. viene annoverato tra i reati presupposto di detta responsabilità dall’art. 25-quinquies (Delitti contro la personalità individuale). Il testo del nuovo articolo statuisce che è punibile chiunque: 1) recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori; 2) utilizza, assume o impiega manodopera, anche mediante l’attività di intermediazione, sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno. Costituiscono aggravante l’uso di violenza o minaccia, il reclutamento di più di tre persone, il reclutamento di minori e l’esposizione dei lavoratori sfruttati a situazioni di grave pericolo. Per sfruttamento dei lavoratori si intende: 1) la reiterata corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi, o comunque sproporzionato; 2) la reiterata violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie; 3) la sussistenza di violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro; 4) la sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, a metodi di sorveglianza o a situazioni alloggiative degradanti. Conseguenze per la società in ambito 231: L’introduzione del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nell’ambito dell’elenco dei reati previsti dal D. Lgs.231/2001 implica che nel caso di utilizzo, assunzione o impiego di manodopera reclutata anche mediante l'attività di intermediazione, sfruttando i lavoratori ed approfittando del loro stato di bisogno così da conseguire un interesse o un vantaggio per la Società, quest’ultima potrà essere ritenuta responsabile con l’applicazione di eventuali sanzioni sia di carattere pecuniario, sia interdittivo.



© 2016 Studio Candotti | P.Iva 04105200168

Cookie | powered by Valeo.it