CONTATTACI: (+39) 035.271877

Sustainable Development Goals

/ Dal contesto internazionale alla dimensione aziendale

Data: 07-12-2017

Tra il 25 e il 27 settembre 2015 i Leader di 193 Paesi (fra i quali anche l’Italia) hanno sottoscritto al Vertice delle Nazioni Unite a New York la loro adesione all'agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, abbracciando una lista di 17 Obiettivi (Sustainable Development Goals o SDGs) e 169 sotto-obiettivi che dovranno essere raggiunti entro il 2030. Con riferimento alla sottoscrizione dell’Agenda ONU 2030, l’Italia, attraverso il Ministero dell’Ambiente, si è impegnata a predisporre la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile (SNSvS), che è stata presentata al Consiglio dei Ministri il 2 ottobre 2017, ed è attualmente in attesa di approvazione da parte del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica). Il percorso di definizione della SNSvS ha preso avvio all’inizio del 2016, con l’elaborazione del “Posizionamento dell’Italia rispetto all’Agenda 2030”. Su tale base, sono stati identificati i principali elementi di forza e di debolezza dell’Italia, al fine di individuare le opportunità e le sfide cui la SNSvS si impegnerà ad affrontare. Scendendo al livello regionale è interessante citare l’esempio della Regione Lombardia che tramite Éupolis Lombardia (l’Istituto superiore per la ricerca, la statistica e la formazione) ha redatto il Rapporto Lombardia 2017, un report volto ad indagare su come un livello di governo sub-nazionale possa contribuire al conseguimento dei 17 Obiettivi, declinandoli sul territorio, analizzando le politiche regionali più rilevanti rispetto ai target di interesse e presentando prospettive e possibili ambiti di sviluppo. L’analisi, oltre a rappresentare e declinare gli Obiettivi sul territorio, fa un confronto del posizionamento lombardo con quello dei 21 Paesi europei facenti parte dell’Ocse. Quanto finora esposto testimonia il grande fermento in essere sul tema e la sensibilità delle Istituzioni e delle Amministrazioni Centrali e Locali nei confronti degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Ma qual è in questo contesto il ruolo delle imprese? Come possono contribuire all’implementazione dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile? In che modo l’adesione a questi principi può giovare loro? Per rispondere a queste domande il World Business Council for Sustainable Development (Wbcsd) ha realizzato la “Ceo Guide to the SDGs”, strumento volto a permettere ai leader aziendali di utilizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile come lenti attraverso le quali esaminare bisogni e ambizioni globali per tradurli poi in soluzioni di business. Sono quattro i pilastri attorno ai quali il Wbcsd sviluppa le proposte di azione: L’inerzia comporta rischi. Gli SDGs riflettono la direzione che sarà presa dalle politiche nazionali, regionali e internazionali: non integrarli nelle strategie delle imprese rappresenterebbe un rischio a lungo termine. Allinearsi agli SDGs significa catturare opportunità di mercato. Ci sono enormi incentivi di mercato per le imprese che sceglieranno di offrire tecnologie e soluzioni sostenibili attraverso modelli di business inclusivi: almeno 12mila milioni di dollari l’anno entro il 2030. Informazioni migliori e maggiore trasparenza potenziano la governance. Le imprese che tradurranno gli SDGs nel linguaggio della governance d’impresa e che terranno conto degli impatti sociali e ambientali nelle strategie decisionali miglioreranno la propria performance e reputazione. Per realizzare gli SDGs serve collaborazione. Una piena realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile richiede un approccio sistemico oltre a partnership tra settore pubblico e privato. Il Wbcsd ha inoltre sviluppato, insieme alla Global Reporting Initiative (GRI) e al Global Compact delle Nazioni Unite, l’SDGs Compass, una guida per supportare le aziende nell'allineamento delle loro strategie con gli SDGs e nella misurazione e gestione del loro contributo. A livello Italiano a dimostrazione della portata del tema, nella cornice del Festival dello sviluppo sostenibile, si è tenuto a Milano presso UniCredit Pavilion il convegno su Aziende e Finanza 2030 – Il Motore dello Sviluppo Sostenibile che, oltre a dare numerosi spunti concreti, ha visto una dichiarazione congiunta di Confindustria, CNA, Cooperative Italiane, Confagricoltura, Confcommerico, Federazione Banche, Assicurazione e Finanza denominata Le imprese italiane insieme per gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. In estrema sintesi, un impegno congiunto e concreto a promuovere una strategia del sistema Paese per raggiungere gli Obiettivi dell’Agenda 2030, attraverso un nuovo ciclo di sviluppo e nuovi modelli di business, disegnando processi decisionali e attuativi aperti, partecipati e democratici, e attivando strumenti conoscitivi in grado di verificare, regolarmente e su base anche pluriennale, l’attuazione degli impegni assunti e il contributo delle imprese al raggiungimento degli SDGs. In merito a questo accordo, il portavoce dell’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) Enrico Giovannini, ha affermato che: “Il patto firmato oggi dalle associazioni rappresenta una novità assoluta per l’Italia e conferma che le imprese e gli operatori finanziari concordano sulla necessità di cambiare modello di sviluppo per una crescita più sostenibile, inclusiva ed equa, e riconoscono l’attuazione dell’Agenda 2030 come una grande opportunità di business su cui l’Italia può e deve costruire il suo futuro”.



© 2016 Studio Candotti | P.Iva 04105200168

Cookie | powered by Valeo.it